La storia della censura nei confronti del lavoro di Dario Fo e Franca Rame è dura a morire! Non faccio per vantarmi ma anche io ho avuto “l’onore di essere censurato” e guarda caso sempre in Umbria.

Si era nei primissimi anni ‘90, venni invitato dall’amministrazione comunale di Assisi a recitare il Mistero Buffo di Dario Fo e Franca Rame. Il giorno dello spettacolo, come sempre, arrivo giusto quelle due, tre ore prima, per verificare il palco e le esigenze tecniche. Devo ricordare che lo spettacolo, essendo d’estate, si teneva all’aperto. Il palco si trovava in una piccola piazzetta, proprio al di sotto del piano stradale dove si trova lo stesso comune di Assisi. In faccia al palco c’è una chiesa (capirai la novità, ad Assisi le chiese sono come le olive sugli alberi). Nessuno ci fece caso… fino a quando salgo sul palco per provare il microfono e fare qualche gorgheggio per capire se il suono andava bene. Mi sono messo ad intonare alcune note della giullarata di Bonifacio VIII, accennando al canto di tipo Gregoriano, quando ecco che dalla chiesa esce un prete che comincia a gesticolare verso di me e verso ai tecnici.
Li per lì non capiamo subito, anche se devo dire il suo linguaggio gestuale era abbastanza eloquente. Uno dei tecnici va incontro al prete per chiedere che cosa stesse cercando di comunicarci. Semplice, il prete non voleva assolutamente che noi si facesse lo spettacolo! Insisteva che la piazza era della chiesa e lui quello spettacolo non lo voleva davanti alla “Sua Chiesa”.

Non ci fu niente da fare: prima abbiamo cercato di parlarci, spiegando che lo spettacolo era in cartellone da mesi, che eravamo stati inviatati dall’amministrazione comunale, e che era comunque troppo tardi per cancellare la serata! Niente da fare, più noi si cercava di spiegare e più il prete si arrabbiava, arrivando al punto di minacciare l’intervento del prefetto, cosa che puntualmente fece!

Di lì a poco arrivò il prefetto, seguito subito dopo dal sindaco… anche il prefetto cercò di mediare ma il prete era irremovibile. Ad un certo punto intervenne il Sindaco; intanto la piazza si stava popolando di spettatori alcuni arrivati in anticipo, altri incuriositi dal trambusto che si era creato. Il sindaco, anche lui cerca di far ragionare il prete, cercando di convincerlo, facendogli capire che già c’erano gli spettatori, che non si poteva far saltare la serata per questioni di contratto. Niente da fare, cocciuto come un mulo, il prete non arretrava di un millimetro la sua posizione, tanto che gli animi, sia del sindaco, sia di alcuni suoi collaboratori, cominciavano a dare segni di impazienza.
Quando ad un certo punto succede che il prete, trascinato dalla sua foga, dice una frase di troppo: “Questo spettacolo non si può fare sulla mia piazza”!! Non lo avesse mai fatto! Il Sindaco Democristiano di Assisi, come colpito da una sberla, carica il petto e dice all’incauto prete: “Mi dispiace ma questa non è la sua piazza”! Questa è una piazza del comune di Assisi! Poi rivolgendosi a me dice: “Pirovano le dispiacerebbe se cambiamo piazza?“, per niente faccio io, e così come a rimarcare chi è che comanda ad Assisi, ci porta sulla piazza del comune nel centro della città.
In fretta e furia i tecnici portarono le piantane e riuscirono a montare i fari, per la fonica non c’era più tempo oramai. Io consapevole delle mie capacità vocali non mi preoccupavo più di tanto, sapevo che ce l’avrei fatta benissimo.

Ed ecco che ci ritroviamo in un posto al centro della città, dove gli spettatori aumentavano a vista d’occhio, infatti la notizia della discussione aveva già fatto il giro sia di Assisi di sotto che di Assisi di sopra, gli spettatori si facevano prestare le sedie dai bar che si trovano sulla piazza, i quali erano bene felici di collaborare. Frotte di turisti di passaggio si sedevano direttamente per terra con tutta la famiglia, a loro non pareva vero di assistere ad una serata così particolare.

Inizia lo spettacolo, tutto stava andando benissimo, avevo già fatto circa 45 minuti di spettacolo… stavo per iniziare la giullarata di Bonifacio VIII, quando all’improvviso si sentono dei canti in lontananza, lì per lì non ci faccio caso, ma poi i canti sono sempre più vicino, fino a che si materializzano sulla piazza davanti a me; si trattava di una processione… spuntava dal nulla e puntava diritto allo spiazzo dove io stavo recitando il Bonifacio VIII! Una chiara provocazione, dalla piazza partono fischi, urla di “via!! via!!” ma loro niente, imperterriti venivano avanti, con uno di loro che portava un grosso crocefisso e cantavano canti devozionali quando passano vicino a me, io sempre cantando il mio canto Gregoriano, alzando sempre di più la voce, e arrivando a sibilare nell’orecchio di alcuni di loro sempre in gregoriano “andiii fora de chiii che la piazza vostraaa le sotta de laaa”. Loro piano piano scomparvero ed io potei terminare lo spettacolo con il pubblico che ci mancava poco mi portassero in trionfo!!

Che serata memorabile! Tutto grazie a quel prete, non lo ringrazierò mai abbastanza!! Non ci sono più le censure di una volta!!