Testo e regia di Marco Ghelardi

“ “Il Papa cowboy: vita, avventure e battaglie di Giulio II” è il titolo dell’opera che il regista Marco Ghelardi ha creato e diretto nel 2003.

Un’esperienza particolare per Mario Pirovano: lui, attore comico più volte definito anche giullare, saltimbanco, ha prestato la voce ad un uomo di Chiesa, Giulio II, in un monologo che ha suscitato grande entusiasmo  nelle quattro province liguri in cui è stato messo in scena. L’occasione era il cinquecentenario dell’elezione al soglio pontificio di Giuliano della Rovere, nato proprio ad Albisola.

Giulio II, denominato ‘Il Papa guerriero’, fu una delle più grandi personalità del Rinascimento italiano, capace di coinvolgere i potenti europei nelle sue imprese politiche, grande mecenate, protettore di Michelangelo, di Raffaello. Ebbe a che fare con tutte le più grandi figure della sua epoca: Enrico VIII d’Inghilterra, Luigi XII di Francia, Machiavelli, i Borgia…
Subì terribili sconfitte, ma non si arrese mai e riuscì nel progetto di scacciare i Francesi dall’Italia, lasciando al successore un forte Stato della Chiesa di cui tutti i sovrani europei dovevano tener conto.

Scrive Marco Ghelardi: “L’eredità di Giulio nel ricordo si è stemperata: i ventimila morti della battaglia di Ravenna scompaiono, mentre la Sistina e le stanze di Raffaello nei secoli hanno conservato il loro ‘colore’. Il papa ‘cowboy’ nel ricordo è diventato il Papa mecenate. Resta la grande intuizione di Giulio, che creò i simboli del potere di Roma, dalle guardie svizzere a San Pietro… Giulio fu un grande uomo di spettacolo, perchè comprese il ruolo e l’importanza del teatro della politica. Fece il Papa ma avrebbe potuto fare il regista, e fece cavalcare con sé la Chiesa nelle sue guerre solo grazie ad un’opera di comunicazioni di massa senza precedenti.”

In questa commedia Pirovano dà risalto alla figura umana di Giulio, che emerge con la sua ambizione e lo spirito guerriero, nei suoi limiti e nella sua grandezza.
Un’opera non seriosa, ma ricca di situazioni e risvolti, che passa dalla comicità all’amarezza senza mai annoiare lo spettatore, varia come è varia la vita, soprattutto quella di un grande Papa!

Nel 2004 Mario Pirovano ha recitato questo monologo in quattordici borghi della Liguria.

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